‘MBRIACHELLE, LE CIAMBELLINE AL VINO LAZIALI

ciambelline al vino di Roma e dintorni

Le ciambelline al vino sono uno dei prodotti di punta della pasticceria laziale. Che non è mai stata eccelsa, pur considerando la presenza di Roma con la sua stratificazione storica unica al mondo. Gli unici dolci davvero tipici di Roma sono i maritozzi (panini a base di uova, burro e miele, a volte arricchiti con pinoli e uvetta) e la crostata di ricotta.

Più numerosi sono i dolci tipici del Lazio, ma sempre di ambito contadino e pastorale, con un unico concetto di ingredienti: solo quelli che già si trovano in casa, senza necessità di ulteriori acquisti. E quindi niente più di farina, uova, miele, zucchero, vino e olio. Al massimo un po’ di ricotta o di frutta secca.
Si tratta quindi di dolci poveri e asciutti, una volta considerati di serie B, ma che oggi sono sempre più apprezzati, grazie anche all’uniformazione dei gusti imposta dalla grande industria dolciaria. Tra questi prodotti i biscotti e le ciambelline al vino hanno un posto di rilievo per la gran quantità di variazioni sulla ricetta base. Ce ne sono al vino bianco, rosso, secco, amabile, liquoroso, al mosto e al vin cotto. Fatte con farina bianca, di mais, integrale e con l’aggiunta di frutta secca (mandorle, nocciole e noci) e aromi vari.

Sono biscottini friabili, dal genuino sapore dolce e vinoso che si presta  in modo perfetto ad essere bagnato da altro vino … da cui l’epiteto di “ubriachelle” o ‘mbriachelle, detto alla romana.
Si offrono abbinate a vini sia secchi, sia liquorosi (come il Passito o il Marsala), ma l’ideale è uno dei tanti bianchi amabili del Lazio, come il Moscato di Terracina, il Cannellino, i vari amabili dei Castelli e persino la famigerata Romanella.

Le ciambelline al vino possono essere aromatizzate in vario modo. Per esempio con cacao, oppure cannella, oppure mandorle tritate, da utilizzare nella ricetta al posto dei semi di anice. Questi ultimi sono l’aroma più tradizionale, ma si possono ottimamente sostituire (e in effetti lo sono sempre più spesso) con uno o due cucchiai di liquore all’anice, a Roma tipicamente la Sambuca.

DOSI per circa 35-40 ciambelline


INGREDIENTI

  • 500 g di farina
  • 90 g di zucchero semolato
  • Un bicchiere abbondante di vino di tipo amabile
  • Un cucchiaio raso di semi di anice schiacciati
  • Olio extravergine di oliva

ESECUZIONE

  1. Su una spianatoia mescolate la farina (lasciandone da parte un cucchiaio abbondante) con lo zucchero, i semi di anice e una presa di sale. Quindi ammucchiatela al centro formando una fontana
  2. Versate nella fontana 4 cucchiai di olio e iniziate ad ammassare aggiungendo poco per volta tanto vino quanto è necessario per ottenere un impasto che deve essere liscio e sodo, ma non duro. Fate una palla di pasta (se la spianatoia è di marmo, di acciaio o comunque fredda avvolgete la pasta in un canovaccio) quindi copritela con una ciotola e lasciatela riposare per circa un’ora
  3. Stendete la pasta, dividetela in pezzetti di grandezza opportuna e assottigliateli tra i palmi delle mani infarinate (oppure sul piano di lavoro anch’esso infarinato) fino ad ottenere dei filoncini lunghi circa 20-22 cm e spessi come il dito mignolo. Ripiegate ciascun filoncino ad anello e saldatene le estremità con un po’ di pressione per formare le ciambelline al vino
  4. Disponete le ciambelline su una teglia leggermente unta di olio (o meglio coperta con l’apposita carta), spolveratele con poco zucchero semolato e fatele cuocere nel forno preriscaldato a 200° finché sono ben dorate: occorreranno circa 20-25 minuti. Appena sono pronte toglietele subito dal forno e fatele raffreddare completamente  prima di servirle

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●●●    Cantucci toscani    
●●●    Torta sbriociolata, con ricotta e cioccolato fondente


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