INSALATA DI LATTUGA E PERE CON MIX DI SEMI E FRESCA BONTÀ

Insalata di lattuga e pere con mix semi

Ricetta semplice semplice questa insalata di lattuga e pere con mix di semi. Proprio niente di che… però un niente in grado di arricchire e innovare radicalmente il piatto più consueto e apprezzato delle tavole italiane. Talmente consueto e apprezzato da essere di fatto scontato, ovvio.

Anche le cose scontate possono tuttavia essere rinnovate. E, guarda un po’, ancora una volta per innovare non c’è niente di meglio che rifarsi alla tradizione. Pur con l’ovvia esigenza di tenere in considerazione e di adeguarsi all’evoluzione dei gusti e delle abitudini.
A ben vedere, infatti, la nostra insalata di lattuga e pere con mix di semi non innova niente. È esattamente la stessa insalata di lattuga che si portava in tavola nella prima metà del secolo scorso in una decina di regioni italiane. L’unica differenza è che con le verdure a volte si usavano le pere, a volte le mele, a volte il melone (in particolare quello bianco) o le arance o le prugne… e che invece del mix di semi si usava un seme per volta (secondo la stagione) oppure la frutta secca (in particolare noci).

Ma oggi ci siamo a poco a poco disabituati a questi gusti leggeri e frizzanti. Sicché una insalata di lattuga pere e semi costituisce una novità. Peraltro una novità senza rischi (non cambia niente rispetto alle consuete insalate) e di sicuro successo.


La ricetta dell’insalata di lattuga e pere

Tre precisazioni sulla ricetta. La frutta (pere secondo noi, ma molti preferiscono le mele) deve essere saporita e croccante. Poi, che una pera sia tanto più buona quanto più è matura è vero… ma per l’insalata è meglio restare sul croccantino. Inoltre, importante, è bene che anche la verdura sia di tipo croccante. Quindi lattuga romana o lattuga cappuccia. Evitate le lattughine da taglio ed altre verdure prive di consistenza. Se volete variare l’unica alternativa adeguata sono le insalate iceberg, oppure (ma cambiando radicalmente i sapori della ricetta) il cavolo cappuccio.

I semi vanno tutti bene. Noi preferiamo un mix fatto in casa (con semi di girasole, lino, zucca, canapa e sesamo), ma i mix che si trovano nei supermercati vanno benissimo. Ricordate solo che i semi sono una sorta di farmacia naturale pronta e disponibile in casa. Abbondate senza preoccupazioni, se non avete problemi di linea: dal punto di vista del gusto ci guadagnerete di sicuro.

Infine considerate che questa insalata di lattuga con frutta e semi può essere condita in più modi.
Il condimento previsto è la classica citronette (però con aceto al posto del limone), che parte dal sale sciolto in poco aceto. Questo passaggio è importante, perché il grado di assorbimento del sale è diverso tra insalata e frutta fresca. Se mettete il sale direttamente sull’insalata è probabile che la frutta ne assorba di più.
Anzi, benché la citronette sia probabilmente il condimento più usato per le insalate, in questo caso sarebbe meglio utilizzate una vinagrette. Ovvero una salsa anch’essa di olio, sale e aceto, ma con gli ingredienti emulsionati, anziché semplicemente mescolati.

Sui vari modi per condire le insalate di lattuga e di verdure varie trovate chiarimenti e utili suggerimenti qui: 6 tradizionali condimenti per insalate di verdure fresche e miste.


DOSI PER 4 PERSONE

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Insalata di lattuga e pere: gli ingredienti

  • 1 cespo di lattuga di varietà romana o cappuccia
  • 1 pera (o mela) non troppo grande, matura ma ben soda
  • La testa di un cipollotto
  • 2 cucchiai colmi di semi misti 
  • 1 carota
  • 1 cucchiaio di buon aceto di vino
  • Olio extravergine di oliva

La preparazione

  1. Pulite accuratamente la lattuga, scartando le eventuali foglie esterne con segni di danneggiamento. Lavatela benissimo con acqua corrente, quindi spezzettatene le foglie cercando di farne pezzi non troppo grandi. Asciugatela grossolanamente tra due canovacci (o con l’apposita centrifuga) e versatela nella insalatiera di servizio
  2. Mondate la carota e pulitela raschiando la superficie esterna. Sciacquatela, quindi tagliatela a julienne piuttosto fine e unitela alla lattuga insieme al cipollotto affettato finemente. Ovviamente non mettetelo se ci sono commensali che non gradiscono il sapore di cipolla cruda. Ma, in ogni caso, è opportuno metterne il minimo indispensabile: si deve sentire l’aroma, non il sapore in modo accentuato
  3. Sbucciate la pera, tagliatela in quattro spicchi ed eliminatene il torsolo con i semi. Affettatela sottile (ma non troppo: l’ideale sono fettine di 4-5 millimetri di spessore) e unitela con la lattuga e la carota
  4. Sciogliete una presa di sale nell’aceto e distribuitelo sull’insalata. Aggiungete anche il mix di semi e mischiate brevemente. Infine irrorate con 2 cucchiai di buon olio extravergine e mescolate con cura. Condite la vostra insalata di lattuga pere e mix semi all’ultimo momento e portatela subito in tavola. Bastano 5-6 minuti dopo il condimento per far si che l’aceto “cuocia” le foglie e le appassisca

A proposito di insalate: un accenno di storia

Oggi le insalate di verdure crude, come anche la nostra insalata di lattuga e pere, sono realmente considerate un piatto scontato. Se non diventano le vere protagoniste del pasto, come nel caso delle cosiddette insalatone, nessuno la considera… tanto due foglie di insalata ci sono sempre!
Non solo, ma l’insalata non viene più valorizzata nemmeno in un’ottica di promozione e diffusione della gastronomia nazionale. E questo benché sia ben noto che si tratta di uno dei piatti più caratteristici e tradizionali d’Italia.

Avete presente i sondaggi di mercato basati su domande tipo: qual è il cibo italiano più famoso? Prevedibile la risposta di oggi, in bilico tra pizza o spaghetti. Beh! Per circa un millennio, dalla caduta dell’impero romano al Rinascimento, la risposta sarebbe stata: l’insalata. Per l’ovvio motivo che le insalate si mangiavano in Italia, e solo in Italia.

Nei secoli scorsi, quando gli espatriati italiani venivano presi da bòtte di nostalgia, scrivevano alla famiglia ricordando non la pizza o i maccheroni, ma l’insalata. E lamentavano il fatto che in America, in Germania, in Gran Bretagna, in Francia…. non si trovava. Non è certamente un caso che in tutte le lingue occidentali, comprese quelle scandinave e russe, la parola “insalata” è tradotta con un termine derivato dall’italiano.

Ma non pensate che stiamo parlando solo di secoli lontani. Leggete cosa scrive nel 1968 (in “Le origini delle buone maniere a tavola”) il padre dell’antropologia moderna, Claude Lévi-Strauss: «Il recente moltiplicarsi dei ristoranti italiani ci ha dato il gusto di verdure più “crude” di quelle della cucina francese tradizionale. Verdure unicamente lavate e tagliate (anziché lasciate macerare in olio e aceto com’eravamo abituati prima), esclusi forse i ravanelli, i quali devono però essere serviti con abbondante burro e sale, particolare non privo di significato. Sotto l’influsso italiano, abbiamo perciò ampliato la nostra categoria del crudo».


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