VIN BRULÉ, LA CALDA RICETTA DELLA TRADIZIONE

Vin brulè

L’origine del vin brulé si perde nella notte dei secoli. Di sicuro è una bevanda nata in Europa, probabilmente tra le montagne della Grecia e della Macedonia. Dove già nell’antichità l’arte della viticoltura si coniugava con la necessità di affrontare inverni freddi e anche nevosi.

Oggi l’uso di vino caldo e aromatizzato è diffuso in tutta Europa, legato in particolare a specifiche festività come il Natale, il Carnevale e altre feste popolari invernali. Le ricette variano da luogo a luogo, ma la base è comune, fatta da vino, zucchero, cannella e chiodi di garofano.

Lo zucchero semolato può essere in parte o per intero sostituito da zucchero di canna e/o da miele. Nel caso del miele è comunque meglio integrare, piuttosto che sostituire. Circa le quantità è bene non esagerare se il vino lo consente. Meglio puntare su un vino di migliore qualità, piuttosto che doverne coprire l’acidità con lo zucchero.

È anche frequente l’aggiunta di altre spezie oltre a quelle base, in particolare: ginepro, anice stellato, pepe, cardamomo, coriandolo.
Circa la frutta, alcuni usano il mandarino al posto dell’arancio, altri anche fichi secchi o uva passa. A noi sembra ottima la scelta tradizionale di mettere una mela e un po’ di buccia (solo la parte esterna colorata) di arancio e di limone, limitandoci però solo alla buccia: niente succo, che pure alcuni consigliano.

Importante: per un ottimo vin brulé il vino non deve bollire. Deve essere caldissimo, ma non bollire. L’ideale, per la precisione, è avere un termometro a sonda e mantenere la temperatura del vino sui 75-80 °C. In questo modo si mantiene meglio il sapore del vino, senza perdere troppo alcool etilico, che evapora a 83 °C. Inoltre si evita la formazione di alcune sostanze chimiche che è meglio evitare.


Dosi per 1,5 litri

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INGREDIENTI

  • 2 bottiglie di vino rosso da tavola, di tipo corposo
  • 80 g di zucchero semolato
  • 2 stecche di cannella
  • 1 mela
  • La buccia di un arancio
  • La buccia di ½ limone
  • 8 chiodi di garofano
  • 8 bacche di ginepro
  • 1 cucchiaino di miele

ESECUZIONE

  1. Lavate con cura l’arancio, il limone e la mela. Tagliate la scorza dell’intero arancio e di metà limone, solo la parte esterna colorata, cercando per quanto possibile di evitare la parte bianca. Tagliate la mela in 4 parti ed eliminate picciolo e torsolo, quindi tagliatela a fettine
  2. Rompete le bacche di ginepro, schiacciandole leggermente
  3. Versate il vino in una pentola, riscaldatelo a fuoco medio, ma appena si avvicina al punto di ebollizione spegnete il fuoco. Quindi versate nel vino tutti gli ingredienti, mescolando
  4. Ora ponete la pentola sul fornello più piccolo, con il fuoco dolcissimo, e lasciate sobbollire dolcemente per 15 minuti. L’ideale è che il vino si mantenga sugli 80 °C, cioè caldissimo, ma senza bollire davvero
  5. Filtrate il vin brulé per eliminare cannella, chiodi di garofano e ginepro prima di servirlo caldissimo. Se intendete berlo in un secondo momento (si può conservare in frigo per un massimo di 3 giorni) filtratelo di tutto: non conservatelo con dentro pezzetti di scorze o di mela o altro   

Consigli utili per un ottimo vin brulé

Tradizionalmente il vin brulé si fa con il vino rosso, ma da qualche tempo in alcune regioni – per esempio in Veneto – si sta diffondendo l’uso di utilizzare anche vini bianchi. In entrambi i casi è bene usare un vino corposo e di buona qualità, così da meglio apprezzarne il sapore dopo averlo riscaldato, senza dover esagerare con lo zucchero. In commercio si trovano bottiglie di vin brulé già pronto (solo da riscaldare) che è sempre dolcissimo, proprio perché l’abbondanza di zucchero e spezie deve coprire la cattiva qualità del vino.

D’altra parte ci sono i soliti autorevoli esperti che per fare un buon vin brulé consigliano di usare vini di gran qualità, tipo Barolo. È sicuro che in questo modo i risultati saranno ottimi, ma se avete voglia di spendere da 30 euro in su per fare un litro di vino caldo accomodatevi. Personalmente mi accontento di vini tipo Barbera, Merlot, Cabernet, Montepulciano d’Abruzzo (Traminer e Sauvignon per i vini bianchi) e i risultati sono tali che, vi assicuro, non aiutano a smettere di bere!


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