VITELLO ALLA CACCIATORA, LA RICETTA TRADIZIONALE ROMANA

Vitello alla cacciatora

Il vitello alla cacciatora è probabilmente il piatto più conosciuto e cucinato tra i numerosi piatti di carne “alla cacciatora”.  Un termine, quest’ultimo, che dovrebbe riferirsi ad un tipico condimento a base di aglio, rosmarino e aceto, con l’eventuale aggiunta di poco altro.
“Dovrebbe” perchè, in realtà, piatti alla cacciatora sono diffusi in tutte le regioni con un gran numero di varianti, solo alcune delle quali ottenute senza stravolgere la ricetta con i tre ingredienti di base. Nella maggior parte dei casi si aggiungono invece ingredienti davvero molto diversi. In Toscana, per esempio, le carni alla cacciatora prevedono anche pomodoro, cipolla e  salvia, mentre in varie regioni si utilizzano anche i funghi.

Questa ricetta del vitello alla cacciatora è quella che consideriamo la “vera” cacciatora, tipica di Roma, dove in questo modo viene indifferentemente cucinato lo spezzatino di agnello, di pollo, di coniglio e di vitello.

DOSI per 4 persone


INGREDIENTI

  • 800 g di spezzatino di vitello
  • 3 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di olio extravergine
  • 1 bicchiere (circa 120 ml) di vino bianco secco
  • 3 cucchiai di aceto bianco
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 foglie di alloro (oppure 2 foglie di salvia)
  • dado vegetale

ESECUZIONE

  1. In una casseruola scaldate l’olio e fateci appassire gli spicchi d’aglio tagliati a metà
  2. Versate lo spezzatino e fatelo rosolare per 5 minuti a fuoco vivo, mescolando continuamente
  3. Aggiungete il vino e continuate a mescolare per un paio di minuti
  4. Aggiungete 2 foglie non molto grandi di alloro (secondo gusto si può sostituire l’alloro con 2 foglie di salvia) e un rametto (circa 15 cm) di rosmarino
  5. Salate, coprite la casseruola e fate cuocere a fuoco basso per 50 minuti
  6. Se necessario a metà cottura aggiungete qualche cucchiaio di acqua bollente insaporita con mezzo dado vegetale. Non esagerate con il brodo: alla fine il fondo di cottura deve avere la consistenza di una cremina densa
  7. Aggiungete l’aceto e fate cuocere ancora 15 minuti. Lasciate riposare il vostro vitello alla cacciatora per 10 minuti, prima di servirlo caldo, quasi tiepido

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Attimi di…vini

Brevi consigli del sommelier Ilaria Lombardo ( @Ilarietta77 ) su come bere moderatamente ma bene, abbinando nel modo migliore vini e piatti regionali

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Due le proposte per questo piatto di antica tradizione laziale.

Malvasia puntinata, detta anche Malvasia del Lazio. Vitigno a bacca bianca, di buona aromaticità, ha sentori floreali e agrumati, con gusto sapido che travolge il palato dopo una iniziale freschezza. Regala equilibrio, con sentori di frutta a polpa gialla, al piatto in questione.
Frascati superiore Docg. Comprende una serie di vitigni in percentuale diversa, che donano il colore giallo paglierino, un profumo più o meno intenso con delicate note floreali e un sapore secco, sapido, fine e morbido al palato.

Entrambi i vini, come la gran parte di quelli bianchi, vanno serviti a una temperatura di 10-12 gradi.

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