SALSICCE IN UMIDO, GRANDI EREDI DI TRADIZIONI MILLENARIE

Salsicce in umido

Le salsicce in umido sono un piatto diffusissimo, non solo in Italia ma anche, con innumerevoli variazioni, in mezzo mondo.
Tuttavia in Italia esiste una tradizione di lavorazione del maiale davvero formidabile. Da ogni angolo delle Alpi fino agli estremi meridionali di Puglia e Sicilia una schiera infinita di abilissimi norcini ha perfezionato e tramandato un’arte della lavorazione del maiale che non ha eguali al mondo. Di cui le salsicce sono solo uno degli infiniti (e poco noti) prodotti.

Le salsicce in umido che proponiamo sono una ricetta originaria dell’Italia centrale, dove diverse regioni – e in particolare Umbria e Marche – si contendono la palma per le salsicce più buone.

Queste salsicce in umido con il pomodoro si accompagnano nel modo migliore con patate lesse o verdure strascinate in padella con aglio e peperoncino.

DOSI per 4 persone


INGREDIENTI

  • Salsicce di puro suino, 6-8 a seconda della grandezza
  • 1 cipolla
  • 1/2 gambo di sedano
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 foglia di alloro
  • 600 gr di pomodori pelati

ESECUZIONE

  1. Con uno stecchino praticate in ciascuna salsiccia una decina di fori profondi (se possibile passanti da parte a parte), quindi mettetele in un tegame con un filino di olio, il minimo indispensabile per non farle attaccare al fondo. Fate cuocere a fuoco minimo e tegame coperto per 10 minuti: non devono asciugarsi, lo scopo è solo di far uscire parte del grasso
  2. Togliete le salsicce ed eliminate il grasso fuoriuscito: lasciatene però l’unto necessario a far rosolare la cipolla, il sedano e l’aglio tritati fini
  3. Aggiungete i pelati, la foglia di alloro, portate a leggero bollore e lasciate sobbollire per 10 minuti semicoperto
  4. Unite le salsicce, regolate di sale e, sempre a leggero bollore, fate cuocere per altri 15 minuti.

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Attimi di…vini

Brevi consigli del sommelier Ilaria Lombardo ( @Ilarietta77 ) su come bere moderatamente ma bene, abbinando nel modo migliore vini e piatti regionali

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A questo invitantissimo piatto, abbinerei un Lacrima di Morro d’Alba, che nonostante il nome, è un vitigno di denominazione d’origine controllata del vitigno Lacrima almeno per l’85%, delle Marche.
Vino dal colore rosso rubino con sfumature violacee, ha sentori di ciliegia, fragola, more e di violetta. È un vino di corpo, con un tannino non invadente, piacevolmente persistente in bocca e che vi lascerà la voglia di ridegustare un buon calice quanto prima.

La temperatura di servizio per poter degustare il Lacrima di Morro d’Alba e 16-18 °C

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