ZUPPA DI LENTICCHIE E FAGIOLI, DI SAN GIUSEPPE

Zuppa di lenticchie e fagioli SICILIA

La zuppa di lenticchie e fagioli che proponiamo oggi è una proposta siciliana tipicamente legata alle festività di primavera.
Si tratta di una delle innumerevoli zuppe che fanno parte del cosiddetto manciari ‘i San Giuseppi, festività rituali diffuse nel nostro Mezzogiorno e risalenti probabilmente agli antichi greci. Feste con le quali da sempre (e ovunque) le civiltà contadine si sono sforzate di collegare natura, economia e spiritualità. In questo  caso il mangiare di San Giuseppe è legato ai rituali elaborati nel tempo per  festeggiare l’annuale “rinascita” della natura. Cioè per ringraziare di quanto si è avuto e per auspicare di avere altrettanto e, se possibile, qualcosa di più.

Questi riti hanno come centro la festa di San Giuseppe padre di Gesù ( 19 marzo). Nettamente distinta dalla festa dello stesso San Giuseppe, ma lavoratore (1 maggio) o patrono dei vari paesi e città.
Si tratta di celebrazioni tutt’oggi molto sentite e partecipate in Sicilia e in vaste aree della Calabria e della Puglia. Celebrazioni caratterizzate da sontuose cerimonie religiose, ma soprattutto da banchetti consumati con accentuate forme di ritualità. Che hanno in genere tre fasi (reperimento o raccolta del cibo, preparazione delle pietanze, convivio comune e distribuzione del cibo ai poveri) realizzate in comunità da gruppi di famiglie o anche dall’intero Paese.

In conclusione è facile intuire come il cibo raccolto per il mangiari ‘i san Giuseppi fosse il più vario: ciascuno portava quello che aveva. Di conseguenza anche le pietanze  preparate erano le più varie, legate sia alla posizione del paese (ci sono disponibilità diverse tra costa e montagna), sia alle tradizioni locali.


Zuppa di lenticchie e fagioli e ceci e fave e cicerchie e verdure e …

Oltre alla varietà, il mangiare di San Giuseppe era caratterizzato anche dall’abbondanza. Non mancavano mai numerose varietà di dolci, di verdure, di fritti e di pani. Ma, in ogni caso, le protagoniste della giornata, soprattutto in Sicilia, erano le zuppe. Anche perché fatte con il preciso obiettivo di svuotare le dispense dai legumi avanzati dall’anno precedente.

Quindi zuppe (sempre vegetariane) di lenticchie e fagioli, di fave e ceci, di cereali e legumi…. ma soprattutto di lenticchie e fagioli e fave e ceci e piselli e cicerchie e cereali e verdure e qualsiasi altra cosa fosse a portata di mano.
Il risultato erano zuppe mai uguali: sempre diverse per densità, per ingredienti, per sapori, per odori e per colori. Tutte però condite anche di identità paesana e ritualità comunitaria, cioè di qualcosa che entrava dentro da bambini e restava indelebile nell’animo di ogni partecipante. Infatti ancora oggi  il mangiare di san Giuseppe è atteso da interi Paesi. E spesso basta far riferimento alle zuppe di san Giuseppe per far diventare magicamente ottime anche zuppe brodosamente insipide.

La zuppa di lenticchie e fagioli che vi proponiamo è tra le più semplici. Persino velocissima da cucinare, nel caso vogliate utilizzare lenticchie e fagioli precotti, com’è ormai consuetudine diffusa. Anche se in questo modo si perdono punti e punti di sapore, rispetto ai legumi secchi fatti rinvenire e poi lungamente sobbollire.

Per chi volesse una zuppa diversa e ancora più ricca, alle lenticchie e fagioli della nostra ricetta potete aggiungere fave secche, oppure ceci. Due opzioni molto usate in Sicilia, da eseguire semplicemente aggiungendo il legume voluto (ma anche entrambi), senza cambiare niente della preparazione.

DOSI per 4 persone


INGREDIENTI

  • 150 g di lenticchie
  • 120 g di fagioli secchi
  • 2 patate medie
  • 1 carota non grande
  • 1 cipolla
  • Mezza costa di sedano
  • 2 cucchiai colmi di concentrato di pomodoro
  • Salvia
  • Alloro
  • Olio extravergine di oliva

ESECUZIONE

  1. Tenete i fagioli in ammollo per l’intera notte, quindi scolateli, sciacquateli e versateli in un tegame con abbondante acqua fredda e non salata. Portate a bollore, profumate con una foglia d’alloro e lasciate sobbollire dolcemente per il tempo necessario. Devono essere cotti a puntino senza però iniziare a sfaldarsi. Aggiungete poco sale solo verso fine cottura. Infine eliminate l’alloro, lasciate stiepidire e prelevate i legumi con una schiumarola. CONSERVATE 1 bicchiere colmo dell’acqua di cottura
  2. Tenete le lenticchie in ammollo il tempo previsto sulla confezione. Se sono una varietà senza ammollo lavatele, scolatele, mettetele in un tegame con acqua fredda, una foglia d’alloro e seguite esattamente le indicazioni di cottura date per i fagioli. Anche in questo caso conservate 1 bicchiere colmo dell’acqua di cottura
  3. Lavate e mondate carota, sedano e cipolla, tritateli insieme, aggiungete 2 foglie di salvia sminuzzate e fateli soffriggere in una pentola con 4 cucchiai di olio. Lasciate cuocere dolcemente e con il coperchio per 12 minuti, mescolando più volte. Quindi bagnate il soffritto con i due bicchieri dell’acqua di cottura dei legumi, nella quale avrete sciolto il pomodoro concentrato. Coprite e fate insaporire per una decina di minuti a fuoco dolce
  4. Sbucciate le patate, sciacquatele, tagliatele a dadini e versatele nella pentola con una presa di sale. Aggiungete lenticchie e fagioli e fate cuocere a fuoco moderato e senza coperchio fin quando le patate sono cotte a puntino. Occorreranno circa 13-15 minuti: aspettate che gli angoli dei dadini di patate inizino a sfaldarsi. Se necessario aggiungete poca altra acqua bollente, ma poca: questa è una zuppa, non una minestra. Completate poi con pepe macinato al momento e un filo di olio a crudo. Servite calda la zuppa di lenticchie e fagioli, accompagnata da crostini di pane bruscato e leggermente strofinato di aglio

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